Parco inclusivo: dove il gioco non ha handicap, iniziativa del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana.

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E’ una battaglia di civiltà quella che tanti genitori e tante associazioni da anni combattono affinché gli spazi verdi pubblici, i parchi giochi siano inclusivi ossia permettano anche ai bambini con disabilità di poter accedere e giocare grazie a oggetti e strutture ludiche fatte per loro e per tutti. Il Movimento Giovanile della DC lancia il suo progetto.

Parco inclusivo: dove il gioco non ha handicap, iniziativa del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana.

Giostre e parco giochi inclusivi e accessibili ai bambini disabili,  utilizzabili sia da bambini con disabilità motorie (in sedia a rotelle) che da bambini normodotati.  Per i bambini disabili potersi divertire nei parchi della città con altalene, giostre e altri giochi dedicati alle loro necessità è un diritto ancora lontano da raggiungere.

Quante volte vi è capitato di essere in un parco e per un attimo ci si ferma a pensare, se non c’è un bimbetto disabile che magari ti passa davanti in un parco, impedito da barriere architettoniche e ti costringe ad aprire gli occhi, questo tema non lo affronteresti mai. Come giocano i bambini con disabilità?  Come vanno su un’altalena o su uno scivolo? Il gioco è una dimensione primaria e necessaria per la crescita e a questo non può sfuggire nessuno anzi è sancito dal 1989 nella Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia. Da qualche tempo si vedono dei parchetti ‘modificati‘ , sono ancora una rarità in Italia e certo c’è da sperare che le amministrazioni locali ne creino sempre di più. Tra l’altro queste aree hanno una funzione molto importante anche per i genitori perché favoriscono la socializzazione all’aperto insieme ai propri figli e ai loro amici. Mentre infatti si garantisce a tutti il diritto al gioco, si amplia la partecipazione alla vita di una comunità e al tempo stesso si incentiva la frequentazione dei parchi pubblici che sono spazi fondamentali. Le barriere in tema di disabilità sono fisiche, architettoniche, burocratiche, ma anche mentali ecco così che i parchi sono il luogo – esattamente come la scuola – di sfide culturali che si vincono con solo quando un parco viene inaugurato ma tutti gli altri giorni in cui i genitori, i nonni, le tate portano i propri figli a giocare li, dove anche i bambini invisibili, i bambini diversi. Giocheranno come tutti gli altri, insieme a tutti gli altri.

Ma andiamo a scoprire cos’è un parco Inclusivo : è un parco pensato perché tutti possano giocare e stare insieme, bambini, adulti, anziani e disabili, facendo delle fragilità il motore della rigenerazione urbana; è un luogo in cui facilmente si possa incontrare tutta la comunità nella sua più ampia rappresentazione senza distinzione di età, capacità psichiche, motorie o sensoriali.

Gli ingredienti sono due,  accessibilità e l’attrattività:  accessibile significa privo di qualsiasi barriera architettonica e che fa dei suoi percorsi pensati per la disabilità motoria e sensoriale la sua principale caratteristica e attrattivo perché ospita giochi che possono stimolare le abilità motorie e sensoriali dei bambini e, nel divertimento, educarli nell’inclusività. E ancora, orti, percorsi adatti alla ginnastica dolce, percorsi tattili, per anziani o disabili o chiunque abbia voglia di godere di una passeggiata nel verde..

Ci sono casi eclatanti e allo stesso tempo fantastici, come ad esempio il Parco F.Fellini a Rimini

Progetto nato dalla volontà di una  mamma di due bambini portatori di handicap e grazie al supporto dell’Amministrazione Comunale. Il parco di circa 1200mq è dotato di aree giochi inclusive attrezzate dove i bambini con disabilità fisiche o sensoriali o con problemi di movimento possono giocare e divertirsi in sicurezza insieme a tutti, senza barriere e divisioni.

Poi c’è il Parco Petrini a Livorno

Il parco è stato realizzato grazie alla raccolta fondi, promossa dall’Associzione Culturale Camminatori Folli, conclusa in soli 180 giorni. Esso rappresenta il primo caso in Italia di parco inclusivo autofinanziato dove i bambini, con disabilità o normodotati, possono giocare liberamente insieme. L’Amministrazione Comunale ha giocato un ruolo importante anche per la realizzazione della strada di accesso per raggiungere l’area gioco.

Intergenerazionalità con il progetto “Hortus Urbis” a Roma

Progetto sperimentale avviato a Roma nel 2012 dallo studio UAP e dall’Ente Parco dell’Appia Antica che ha visto la riqualificazione di un’area inutilizzata da destinare ad orto didattico coltivato alla maniera dell’antica Roma e a spazio pubblico. Il progetto ha ottenuto i patrocini del Municipio  Roma  XI e della Provincia di Roma.

Inclusione sociale :Il Parco delle Rupicole a Roma.

Area verde situata a est di Roma dove si trova un giardino sensoriale che ha l’obiettivo di creare uno spazio pubblico accessibile in cui svolgere attività ludiche, di socializzazione, ma anche di inserimento lavorativo e di riabilitazione. All’interno del giardino vengono svolti numerosi progetti che coinvolgono ragazzi con disabilità fisiche o mentali. Questi progetti prevedono anche la coltivazione di piccoli orti sociali a scopo terapeutico e riabilitativo.

Giardino dei sensi a Torino

Il Giardino è situato presso l’Istituto dei Sordi di Torino e occupa un’area di 1000 mq all’interno del parco in cui si trova l’Istituto. Il progetto, prevede la realizzazione di spazi esterni, piacevoli da vivere, organizzati per agevolare il recupero psico-fisico e il mantenimento delle capacità residue di persone malate o disabili. Il Giardino dei sensi non è dedicato solamente a persone con disabilità ma è un parco aperto ed accessibile a tutti.

Ci sono anche molti comuni come quelli di Milano, Arezzo, e poi Moniga del Garda (BS), Omegna (VB), Pietrasanta (LU), Vicenza: sono i primi comuni in cui UILDM sta installando giochi inclusivi  grazie alla raccolta fondi realizzata nel 2017 attraverso il numero solidale e la distribuzione di 30 mila tavolette di cioccolata, rendendo così i parchi di queste città dei parchi per tutti. Altri comuni si aggiungeranno nel corso dell’anno. L’installazione di queste giostre inclusive rientra nell’ambito di “Giocando si impara”, la sostiene l’Associazione UILDM , che dal 2017  si propone di difendere il diritto al gioco – sancito sia dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità sia dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo – anche per i bambini con disabilità, attraverso la realizzazione di parchi gioco inclusivi nelle comunità locali. L’anno scorso, come detto, Uildm dedicò la sua raccolta fondi al progetto “Giocando si impara”. Ora i primi sei comuni stanno istallando i giochi per tutti nei loro parchi giochi. In Italia solo il 5% dei parchi è inclusivo o ha al proprio interno almeno una giostra o un gioco accessibile anche a bambini con disabilità

Degli oltre 8.000 comuni italiani, solo poco più di 350 hanno parchi inclusivi e/o parchi che al proprio interno prevedono almeno una giostra adatta anche a bambini con disabilità: una percentuale davvero bassa, che non arriva al 5% della copertura nazionale. In Italia su questo tema non esiste una normativa di riferimento applicabile alle attrezzature ludiche e le iniziative sono lasciate all’intraprendenza di amministrazioni pubbliche o di privati sensibili al problema.
 Avere giochi e aree gioco alla portata di tutti i bambini significa far crescere la comunità e la società perché giocare insieme permette di fare amicizia, maturare affetti e crescere come adulti consapevoli” .

Proprio in questi giorni è stata lanciata al direttivo della Democrazia Cristiana un’idea  denominata “Parco gioco per tutti”, quella di realizzare dei parchi giochi inclusivo da creare in varie città d’Italia, l’idea nasce ad opera del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana,  il progetto, come ci spiega Davide Galassi  il Responsabile Nazionale del Movimento Giovanile DC, “è parte integrante del programma della Dc che a breve sarà sottoposto al vaglio della Federazione Democrazia Cristiana, tale progetto auspica e promuove la creazione di più aree verdi attrezzate, dove far giocare i bambini con disabilità fisiche, con deficit sensoriali o con problemi di movimento”, ed era giusto, continua Galassi, far nascere un progetto così nobile, che parte dai giovani di un partito per dedicarlo ai giovani meno fortunati.

Galassi aggiunge :«Per gioco inclusivo si intende un’attrezzatura che può essere utilizzata da una vasta gamma di utenti aventi diverse abilità, senza adattamenti particolari e senza progettazioni speciali». La differenza di fondo che intercorre con giochi dedicati specificatamente a bambini disabili parte dalla progettazione, studiata per consentire di divertirsi senza barriere e senza divisioni. «Un parco giochi inclusivo prevede percorsi tattili per ipovedenti, vasche rialzate per l’orticoltura, scivoli a doppia pista, il tutto pensato per consentire ai piccoli con diverse abilità di giocare ed imparare insieme ai propri amici, fratelli e genitori».

L’ipotesi del Gruppo Movimento Giovanile Dc contempla un format di un parco di medie dimensioni con attrezzature adatte a bambini di età dagli uno ai nove anni, come altalene inclusive a cestone, angolo attrezzato, pannelli figurativi, giochi sonori, casetta multifunzione, castello con scivolo e scaletta ad alta accessibilità. La struttura necessità di un’area di circa seicento metri quadrati e può essere inserita in uno dei parchi cittadini.  Per tutti “sarebbe un passo in avanti nel creare un bene comune che possa  sempre più debellare quella barriera architettonica che oseremmo definire insensibilità verso il prossimo”.

Non dimentichiamolo mai, il Diritto al gioco è per tutti i bambini come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

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