Elezioni amministrative 2018: un voto importante per il futuro dei democratici cristiani impegnati nel sociale!

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di LOREDANA VACCAROTTI

Oggi (10 giugno 2018) molti cittadini saranno i veri protagonisti e si  ritroveranno a dover decidere le sorti politiche della propria città !

Votare è un diritto ed un dovere. Io spero che oltre l’onere diventerà prima o poi anche un onore, visto il declino delle presenze alle urne.

Sicuramente non è molto facile. Nelle amministrative conta molto la fiducia sulla persona anche se spesso legata da Intrecci, personalismi e favoritismi personali.

Mi auspico in un cambiamento di direzione affinchè si ritorni davvero a votare la persona più idonea.

In qualche modo però le scelte sulle amministrative saranno condizionate dal clima politico e nazionale. La Terza Repubblica e’ iniziata non proprio nel migliore dei modi, ma non entrerò nel merito.

Mi voglio soffermare su un dato importante, in molte città della nostra bellissima penisola in appoggio al centro-destra o da sole concorreranno anche i partiti da tempo dichiarati “morti”, io Ii definirei  “ibernati”. Tra questi: Democrazia Cristiana,  Rivoluzione Cristiana e UDC.

Nell’augurio di un buon risultato da questa tornata elettorale, mi auguro e auspico che nel dopo voto ci sia un accordo condiviso e coeso tra i tre partiti per un’ insieme unito che ci renda più forti e competitivi. Ora più che mai, come negli anni di piombo, la Democrazia Cristiana unita darà il suo contributo ristabilendo quei vecchi valori spesso dimenticati.

Rafforzando quei principi scomparsi, troppe volte sventolati dei vari partiti ma mai attuati. Promuovere il bene comune tipico della Democrazia Cristiana moderata, condizione essenziale per ogni cittadino, sia per la propria qualità di vita: materiale, intellettuale e religiosa  spesso  calpestata insieme alla dignità.

 

Oggi sembra che vinca chi grida di più, chi inveisce, chi usa  linguaggi che spronano alla violenza. A mio parere questo non è confronto…la base della politica.  Molti temono gli immigrati per la paura di una preminenza islamica, a mio avviso una grande stupidaggine.

Bisogna dividere la religione dal contesto sociale legato alla sicurezza dei nostri territori. Se davvero teniamo ai nostri valori cristiani,  dovremmo noi per primi salvaguardarli e non ricordarci della Croce solo quando ci fa comodo.

Molti vorrebbero  un unico partito. Il partito delle famiglie, quello legato ai meno fortunati, alla sicurezza, al diritto di lavoro per tutti.

I giovani molti non votano più, sempre piu lontani dalla politica. Così come tante donne demotivate. Chi si approccia alla politica è attratto da chi strilla, fa piu “figo”. Non sanno la realtà.

Della Democrazia Cristiana ricorderanno solo magari un nome  associato a situazioni negative come quella di Giulio Andreotti, ma forse non sanno che lui in realtà era un vero politico.  Chi ha vissuto come me negli anni ’80 e “90 l’ha vissuto positivamente, sono stati forse I migliori anni dal dopoguerra ad oggi. E magari questi stessi giovani non conoscono l’altra faccia quella positiva,  reale, quella vera,quella intrinseca di veri valori dove c’è la famiglia in primis.

L’unione della solidarietà e dove ognuno aiutava l’altro nel bene comune, quello legato appunto a due nomi come De Gasperi o di Aldo Moro e tanti altri che hanno fatto politica quella vera, quella con la P maiuscola. Ritornare a quei valori, dove il politico era tra la gente ed al servizio della gente: solo la Democrazia Cristiana è riuscita a farne la sua forza e credibilità.

LOREDANA VACCAROTTI – VITERBO

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